Biodiversità / Addio alla legge europea sul Ripristino della Natura

Guerra e ambiente sono evidentemente incompatibili. La legge su Ripristino della Natura, approvata dal Parlamento a fine febbraio, è destinata a rimanere nel cassetto.  Per entrare in vigore doveva passare ancora dal Consiglio dell’Unione Europea, un passaggio che di solito è solo formale, invece alcuni Stati, tra cui l’Italia, hanno fatto dietro front ed èmancata la maggioranza necessaria per l’approvazione definitiva della norma. Le lobby dell’agribusiness e la corsa al riarmo l’hanno affossata.

Ora ci sono le elezioni europee e buonanotte ai suonatori. Peccato perché – anche con molte clausole e la possibilità di aggirarla – questa legge poteva salvare quel poco di biodiversità che è rimasto in aree devastastate dall’agricoltura intensiva e cementificazione, come la pianura Padana. Il bello è che pochi lo sanno che è saltata. Si era tanto parlato di ritorno delle farfalle nelle periferie europee tanto che io stessa ci avevo creduto. E invece ho scoperto che è stato tutto inutile, tonnellate di carta, studi, ore di discussione e energia sprecata.

Tanto per ricordare, la Nature Restoration Law, pensata nel periodo Covid (quando le farfalle erano tornate) prevede il ripristino di ecosistemi e habitat degradati di terre, fiumi, laghi e mari nell’Unione Europea. In particolare, fissava (uso il passato perché ormai è storia) come obiettivo il ripristino del 20% di aree terrestri e marine entro il 2030 e della loro totalità nel 2050. Target che erano ambiziosi come in tutti i trattati ambientali, ma almeno si iniziava ad invertire il trend negativo della perdita di biodiversià.

Lo sappiamo tutti, perché è sotto i nostri occhi, che il suolo agricolo sempre più impoverito dalla monocoltura e fertilizzanti,  che non c’è più l’equilibrio naturale tra specie animali e vegetali,  che scompaiono gli insetti impollinatori, che le piante da frutto sono sempre più malate, e poi che le città sono sempre più calde perché non ci sono spazi verdi che ri-ossigenano l’aria, c’è carenza idrica, avanza il dissesto idrogeologico per via della cementificazione, ecc ecc. Sono cose che conosciamo tutti, non c’è bisogno di scomodare gli scienziati del clima. Non è ecofanatismo, è pura realtà. Non ci sono più le farfalle, può far ridere, ma dalle farfalle dipende la nostra vita. Che piaccia o meno ai governi della destra.

mariagraziacoggiola@pensieroverde.com

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