Non ce ne accorgiamo nemmeno piu’. Le citta’ dove viviamo e lavoriamo sono immensi parcheggi di auto. I nostri occhi si sono assuefatti a questo inquinamento visivo. Strade piene di auto di lato con file di auto in mezzo, piazze, viali e persino vicoli intasati di auto. Anche se ci sono zone pedonali o ZTL nei centri storici, le auto non spariscono mai. Spesso e’ difficile scattare foto di monumenti senza un veicolo che ne deturpi l’immagine.
Soltanto con il lockdown ci siamo accorti come e’ diverso il volto di una citta’ a misura di uomo e non a misura di parcheggio. Ma adesso, grazie ai “green pass”, il paesaggio urbano e’ di nuovo lo stesso, le auto si sono riappropriate dei centri urbani. “Ce la faremo”, dicevamo,  e ce l’abbiamo fatta.
   Non solo, ma adesso la nostra confortante citta’ di lamiere e pneumatici si rinnova, passa all’elettrico, con grande gioia dell’industria dell’auto scampata all’assalto degli ecologisti di Greta e compagni.
Quindi le nostre citta’ rimarranno dei parcheggi, ma ‘verdi’. Grazie alle batterie elettriche i nostri polmoni respireranno meno fumo e le nostre orecchie meno fracasso, ma il traffico rimane. Con le bici relegate nelle piste ciclabili (quando ci sono) e i pedoni sui marciapiedi (quando non sono anche essi occupati dalle auto ‘verdi’).
Non so se qualcuno ha mai calcolato la superficie di spazi urbani che si potrebbe liberare creando delle ‘car-free city’. Si immagini recuperare tutti i parcheggi pubblici e privati. compresi i garage, e farne aree verdi, spazi di svago o anche  abitazioni se necessario.
In Germania, Norvegia e nel nord Europa ci sono alcuni esempi di citta’ senza auto, dove si sono creati quartieri in cui ci si puo’ spostare in bicicletta o con mezzi pubblici. Si puo’ fare, non e’ scienza spaziale.
In Italia, ci sono paesi “car free” in alta montagna, ma non mi risulta che nessun centro urbano ci abbia mai pensato a mettere al bando completamente i veicoli a motore non solo nel centro storico, ma in tutto il perimetro municipale.
   Dati Istat 2018 dicono che il parco veicoli era composto da 51.7 milioni di mezzi, di cui 389 milioni ovvero il 75% erano automobili (queste ultime sono aumentate dell’8% in dieci anni nonostante la crisi e il calo demografico). Non stupisce che l’Italia e’ prima in Europa per numero di auto su 1000 abitanti (solo il Lussemburgo ci batte).

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